Luciano al Trail del Monte Casto

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Luciano al Trail del Monte Casto

Luciano al Trail del Monte Casto

Bellissimo il Trail del Casto corso e concluso domenica 29 ottobre, uno sguardo panoramico a 360° sulle montagne biellesi e oltre.

29 ottobre 2017

Trail del Monte Casto

Bellissimo il Trail del Casto corso e concluso domenica 29 ottobre, uno sguardo panoramico a 360° sulle montagne biellesi e oltre.

Le manifestazioni in programma più importanti della giornata sono due: la km 21 con 900m D+ e la “lunga” ,a cui ho partecipato, di km46 con un dislivello positivo di 2200m. La 46km ha il tracciato ad anello con partenza/arrivo in Andorno Micca (q.560m), i sentieri percorrono per gran parte la Val Sessera e in parte l’Oasi Zegna, attorniati da montagne che superano i 1500m di quota, con panorami, arricchiti dai colori autunnali, da fiaba.

Gli iscritti alla 46km sono più di 500 atleti, la partenza è fissata per le ore 7:00. Il meteo previsto per la giornata è buono, temperatura di 2°C alla partenza e possibilità di vento sostenuto in quota.

Alla spicciolata arrivano gli atleti e man mano che vengono “cippati”, senza alcun controllo del materiale obbligatorio, li fanno entrare nella zona partenza. Fortunatamente non avremo la partenza in contemporanea con quelli che correranno la 21km, gli scalmanati delle corse corte sono sempre un po’ pericolosi per la loro fretta di superare, sgomitano pur di guadagnare posizioni e avvolte lo fanno in punti improbabili. Alle ore 7:00 precise viene dato il via, al piccolo trotto seguo la massa cercando di non perdere troppe posizioni, almeno nella parte asfaltata del paese. Sono poche le centinaia di metri di asfalto che separa dal ripido sentiero che ci porta alle Piane di Locato e subito dopo alla stessa frazione. Il gruppo degli atleti si trasforma in un lunghissimo serpentone e i primi scompaiono nella vegetazione. Attraversata la frazione di Locato si presenta una salita ripida immersa nel bosco di castagni, poi una pineta e infine si raggiunge in 6 km la croce del Monte Casto (q.1140m): una bella vista panoramica sulle montagne biellesi. Prima faticaccia! Con il tempo massimo di 8h per concludere la gara e con il 2° e il 3° cancello con orari di transito molto stretti bisogna correre in modo davvero “vivace”. I prati si alternano al bosco in una sequenza che distrae e fa guadagnare quota senza sforzo. Nel bosco i colori si sprecano, dall’amaranto al marrone scuro, dal verde al giallo intenso: una meraviglia di colori. Il vento previsto dal meteo si fa sentire e nel bosco scuote i rami degl’alberi facendo cadere le foglie, ancora indecise, come coriandoli posandole dolcemente sul manto che già ricopre il sentiero.  Dal Casto una discesa poco ripida, molto corribile, ci conduce alle Selle di Pratetto, un pianoro dal quale la vista si estende da Bielmonte a tutte le creste della valle Cervo. Altra breve discesa si supera un ruscello, con pochissima acqua, si passa da alcune baite e con un traverso in leggera salita si raggiunge gli alpeggi di Monduro e Carcheggio. Lasciato gli alpeggi si risale fino a quota 1400m al Bocchetto Sessera (15°km), ristoro veloce e si riprende a salire verso il Monte Massaro (q.1500m), uno sguardo a 360° per prendere fiato e subito giù. Attraverso un bosco di castagni si raggiunge l’Alpe Scheggiola(q.1090m), seguendo per un breve tratto il torrente Sessera lo si attraversa su un bel ponte antico in pietra. S’incontrano altri alpeggi, si supera il Rio Antignana utilizzando un ponte tibetano, percorrendo un anello per lo sci di fondo si giunge vicino al Bocchetto Sessera (q.1400m- 30°km). Saliscendi continui mettono a dura prova i quadricipiti e i tendini che non capiscono perché si debba soffrire così. Non siamo in molti sul sentiero, i più veloci se ne sono andati da tempo e i più lenti, diversi, sono fermati ai cancelli orari, io sono nella schiera di “quelli che corrono nel mezzo”. A qualche decina di metri davanti a me ne ho tre di “quelli di mezzo”, sono veloci in discesa e tra le foglie, dove cercano il passo, lasciano una piccola scia di polvere. Altri saliscendi, passo accanto a piccole frazioni arroccate alla montagna e supero, purtroppo, diversi atleti in difficoltà per i crampi: superate le tagliole dei cancelli orari rischiano di ritirarsi per problemi fisici. Superato la frazione Colma (43°km- q.700m) nei tre km di discesa metto le ali ai piedi e volata negl’ultimi trecento metri per evitare di essere rimontato da un atleta che mi stava alle costole da qualche km. Chiudo la prova in 6h e 52 min. -214° assoluto su 320 atleti arrivati.

 

Luciano Bottarelli

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